Dark Epic Power Metal

Warlord – metal.it (Italy)

Warlord – metal.it (Italy)

WARLORD – William J. Tsamis e Mark Zonder

Intervista raccolta da Lorenzo “Txt” Testa

Warlord 2002

A distanza di diciotto anni i Warlord tornano con una nuova release, perfetta prosecuzione del capolavoro del 1984 che ha segnato una svolta nella scena e che è valso alla band il meritato titolo di prima e più importante epic-metal band che la storia abbia mai conosciuto. Con la stessa modestia e voglia di fare di ragazzi al primo album, i due fondatori e leader storici William J.Tsamis e Mark Zonder si sono concessi ancora una volta a Metal It, svelandoci retroscena sull’album dei Lordian Guard mai uscito e qualche sorpresa in vista della performance al Wacken Open air 2002…

Lorenzo: “Ciao ragazzi, ciao William! Grazie mille per questa intervista e complimenti per il nuovo album, grandioso e toccante…”

William: “Grazie Lorenzo! E’ un piacere ritrovarci ancora, amico! L’ultima intervista mi sembra l’abbiamo fatta quando ancora stavano per completare il primo demo. Grazie mille anche per le buona parole che hai avuto per il nostro album…”

Lorenzo: “Bene, dai, incominciamo: parlami prima di tutto delle nuove canzoni; le avevi scritte per il terzo album dei Lordian Guard, “The Holy Empire”?”

William: “The Holy Empire” era un nuovo album che avevo in mente per i Lordian Guard; a quel tempo mia moglie (Vidonne Sayre-Riemenschneider, la cantante, nda) venne ricoverata per la quarta volta per un serio problema alla spina dorsale. Erano all’incirca gli anni 1998-99, ora non ricordo con esattezza. Comunque sia, avevo sempre scritto canzoni e registrato le mie idee, ed è proprio in quel periodo che avevo incominciato a stendere le parti di “Invaders”, “Achilles Revenge” e qualche altra song. Sì, è vero, al tempo speravo di fare un altro album come Lordian Guard; poi però quel grave problema alla spina dorsale di mia moglie la costrinse ad entrare in un istituto specializzato degli Stati Uniti. Fu una cosa molto seria, e probabilmente si trattò degli anni peggiori della nostra vita. Adesso è troppo lungo da parlarne qui, ma posso dirti che è stato un inferno. Tornando alle songs, posso dirti che ogni canzone che scrivo è una “mia” canzone; intendo dire: posso dargli una precisa atmosfera, più effetti di ambiente e tenerla per i Lordian Guard, oppure darle più epica e più potenza e così, grazie anche alla batteria di Mark, diventa un brano dei Warlord. Ricordo che avevo avuto in testa “Aliens” (inclusa nel primo album, “And the Cannons of Destruction, del 1984) per tre-quattro anni prima che potesse vedere la luce del giorno e diventare la song che è poi diventata. Per quanto riguarda i nuovi pezzi, ho scritto inizialmente il riff principale, come per “Enemy Mind”, su un piano e poi lentamente l’ho trasformato in un’ottica power-epic metal. Ho sempre delle canzoni in testa pronte per essere scritte, e spesso mi registro su cassetta le idee principali, i temi… Poi “quando” e “se” diventino veramente un brano dipende da una serie di fattori”.

Lorenzo: “Nel passato eri stato tu, William, a spiegare ai vari Damien King come cantare, passo per passo, ogni canzone; com’è stato invece lavorare con Joacim?”

William: “Sì, è vero, ai tempi cantavo la linea della melodia e loro la ripetevano usando la loro voce, che, ovviamente, era meglio della mia. Era un processo “step by step”, hai detto bene. Con Joacim invece è stato molto diverso: gli ho spedito la melodia base, lui l’ha presa e in certe cose l’ha cambiata, aggiungendo piccole variazioni qua e là. E’ stato tutto molto più creativo. Comunque quando in studio avevo qualche idea, gliela dicevo e lui si dimostrava molto recettivo, senza mai essere egoista o altro. Come vedi c’è stata un’ottima alchimia nel lavorare assieme”.

Lorenzo: “Nonostante una produzione più cristallina, ho trovato i suoni, soprattutto di batteria e chitarra, molto simili a quelli di “And The Cannons…”. E’ stata una vostra precisa scelta?”

Mark: “Guarda, a dir la verità non mi sembrano così tanto simili. Quella che è uguale è la chimica tra le parti di chitarra e quelle di batteria; c’è la stessa magia che c’era al tempo di quell’album. Penso che ascoltando la traccia otto (Lucifer’s Hammer, già presente in “And the Cannons…” e nel “Best of Warlord”, nda) potrai sentire bene che la produzione ha quel sound tradizionale, di vecchia scuola, ma è molto più chiara e definita. Molto più avanzata, direi”.

Lorenzo: “Come siete entrati in contatto con l’italiana Athreia Records?”

Mark: “Quando stavamo cercando un contratto, nessuno sembrava interessata. Metal Blade e Nuclear Blast ci scartarono, e trovammo labels che non erano interessate e che ci dissero che avremmo dovuto lavorare di più sulla nostra immagine e acquisire più esperienza in studio e dal vivo… Molto bizzarro, direi… Fabio Giruzzi l’avevo conosciuto qualche anno fa e così lo contattai per parlargli del nostro progetto. Fu l’unico che capì veramente la grandezza del lavoro”.

Lorenzo: “Dal vivo sarete aiutati da tre musicisti italiani. Come li avete contattati? E’ stata una scelta vostra o della Athreia?”

Mark: “No, no, è stata una nostra scelta. Inizialmente avevamo progettato di venire in Italia per provare un po’ e per fare qualche concerto sulla via del Wacken, ma era difficile trovare i posti perché c’era l’estate di mezzo. Il chitarrista e il tastierista arrivano da una band chiamata “Moonlight Circus”, Bill li aveva conosciuti e conosceva la loro abilità. Il bassista invece, Pasko, ci venne consigliato da Fabrizio; lui suona nei Sigma”.

Lorenzo: “Comunque con una label italiana e dei musicisti italiani, non potrete che venire presto a suonare in Italia!!”

Mark: “Sì, ci piacerebbe tantissimo. Per ora, però, abbiamo solo delle date programmate all’inizio di Ottobre in Grecia, in occasione delle quali registreremo un DVD. Ci piacerebbe tantissimo suonare in Italia, dato che questa era anche l’idea originale che avevamo avuto…”

Lorenzo: “Tornando proprio al Wacken Open Air. Siete soddisfatti della vostra posizione nel running-order?”

Mark: “Penso sia un po’ troppo tardi (due di notte, nda), ma i nostri fans ci hanno assicurato che avremo le nostre 30.000 persone sotto il palco! Sono sicuro che sarà un grande concerto!”

Lorenzo: “Qualche indiscrezione sulla scaletta del concerto?”

Mark: “Suoneremo il 95% del nuovo album e sicuramente qualche vecchia canzone. Posso però dirti in anteprima che suoneremo “Child of the Damned” e che sul palco salirà a suonare la chitarra Oscar degli Hammerfall!”

Lorenzo: “Dopo la release dell’album e queste date live, che succederà agli Warlord? Tempo fa mi avevate detto che si sarebbe trattato solo di un progetto, non di una reunion vera e propria. Siete ancora dello stesso parere?”

Mark: “A dir la verità non mi ricordo di aver detto così, eheheh! (controllare per credere la mia precedente intervista sulle pagine di Metal It, nda) Abbiamo già programmato la release del DVD registrato in Grecia e poi, per Natale, uscirà un vecchio video in DVD; verrà anche stampato finalmente su cd il nostro primo lavoro, “Deliver Us”. Dopo queste cose cominceremo a pensare al nuovo album! Come vedi non ci saranno soste!!! Ognuno di noi è esaltato da come stanno andando le cose, abbiamo ricevuto recensioni strepitose, siamo anche arrivati quarti nella classifica di Rock Hard Germany…”

Lorenzo: “A oltre vent’anni dalla prima release, “Deliver Us”, gli Warlord restano una delle più importanti e influenti epic metal band della storia. Sentite il peso di questa enorme importanza?”

William: “E’ buffo quello che dici, Lorenzo, perché è la stessa cosa che ci dicono tutti. Eppure io non ho mai trovato gli Warlord così importanti e fondamentali. Molti musicisti mi scrivono e mi dicono che gli Warlord sono stati una delle loro più grandi influenze; però quando ascolto il metal, non sento così tanto il sound degli Warlord. Sento gli Helloween, Yngwie o i Metallica, ma non gli Warlord. Comunque, se dici questo, non voglio metterlo in discussione, ahahaha!”

Lorenzo: “Eheh, modesto come sempre… Senti, tornando invece ai Lordian Guard: dobbiamo dunque considerarli un capitolo chiuso?”

William: “Beh, come ti ho detto prima, mia moglie viene da una serie di fusioni spinali sperimentali, perché la sua spina dorsale è stata danneggiata in un grave incidente stradale. I primi quattro interventi non sono serviti, ma anzi hanno peggiorato la situazione, dato che si è persino sviluppata un’infezione per via della barra di acciaio che le hanno dovuto impiantare. Alla fine la quinta operazione ha avuto il suo effetto, ma soffre tuttora molto, tanto che deve prendere della morfina, e poi non può camminare molto o stare in piedi per tanto tempo. E’ stato tutto molto tragico e mi dispiace tantissimo per l’inferno che sta vivendo. Lei è una persona ottimista e così riesce ad andare avanti, ma se fosse capitato a me non saprei cosa sarebbe successo… Per ora dunque i Lordian Guard restano dove sono; i Warlord sono la mia prima band e quindi continuerò a concentrarmi su di loro”.

Lorenzo: “Qual’è la tua opinione sulla scena attuale, specialmente se confrontata con quella dei vostri esordi?”

William: “Beh, penso che dalla fine dei ’70, inizi ’80 si siano susseguite ottime band di classic metal; non ascolto black metal o giunge, ma penso che all’interno della scena ci siano stati anche ottimi sviluppi rispetto alla forma classica del metal. Trovo molti interessante il metal sinfonico, ma dopo un po’ mi stufa. Lo speed metal è buono, ma, anche lì, quando “tutte” le canzoni cominciano ad essere fatte ad ipervelocità, mi annoio. Mi piace qualcosa del prog, ma certi gruppi sono esagerati. Penso che bilanciare sia la cosa più importante, e penso che sia proprio questo il motivo per cui molta gente ama gli Warlord. Siamo una band bilanciata, ogni song è diversa ed unica”.

Lorenzo: “Quali sono le bands o i compositori che più ami?”

Willliam: “Oltre al metal ascolto parecchio musica Gypsy, Bizantina, liturgica, ascolto balalaika russe, musica rinascimentale italiana e altro ancora! Per quello che riguarda invece il metal, non ho una mia band preferita, ma comunque amo le cose con cui sono cresciuto, anche se ci sono molte nuove band che mi piacciono, dagli Stratovarius agli Hammerfall, Kamelot, Angra, Gamma Ray. Mi piacciono molto anche i lavori dei Fates Warning. Penso che la scena italiana abbia contribuito notevolmente allo sviluppo della scena metal in generale, grazie a band uniche, fra le quali i Rhapsody. Mi piacciono molto anche Vision Divine e Labyrinth, trovo che Olaf Thorsen sia incredibile. Poi ovviamente adoro la musica di Paolo Viani dei Moonlight Circus; ci sono molte buone band. Dal tributo ai Warlord, che non so se la Underground Symphony darà mai alla luce, ho apprezzato particolarmente la versione dei Projecto di “Deliver Us From Evil” e quella di “Mrs.Victoria” degli Helreidh. Gli italiani sono molto innovativi in questo nuovo modo di fare heavy metal”.

Lorenzo: “Bene, è tutto, grazie mille ragazzi! Lascio ovviamente a voi l’ultima parola…”

Mark: “Voglio ringraziare tutti i nostri die-hard fans che hanno aspettato tutto questo tempo per un nostro ritorno. Grazie di tutto”.

William: “L’ho detto milioni di volte, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: ho un grande debito nei confronti degli italiani perché ho imparato tantissimo dalla storia e dalla cultura italiana. Dal Sacro Romano Impero al Rinascimento l’Italia ha prodotto alcuni dei più grandi artisti e pensatori che la storia abbia mai conosciuto, ed io sono diventato un uomo molto più ricco dentro proprio grazie a loro. Quindi, se potrò restituire un piccolo regalo agli italiani, sarò molto contento di farlo. “Rising out of the Ashes” è qualcosa che io e Mark abbiamo sognato per molto tempo… Abbiamo sempre sognato che “un giorno”, gli Warlord sarebbero stati prodotti come meritavano e penso che questo nuovo album sia il coronamento di questo sogno. Spero che piaccia a tutti proprio quanto è piaciuto a noi. Infine, Lorenzo, voglio ringraziare te per il tuo grande supporto e per la nostra amicizia. My best to you and all the Italian fans!”

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